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Albo 2018

Premio Itwiin 2018 Migliore Inventrice

Per la comprovata capacità inventiva dimostrata negli anni e culminata con l'ultimo brevetto proposto che ha generato benefici  economici ed un consistente miglioramento in ambito.



Mariagrazia Pizza si è laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche all’Università di Napoli. Dopo un periodo all’EMBL ad Heidelberg, Germania, si è spostata a Siena come ricercatrice e “project leader” di diversi progetti batterici. Ha contribuito alla scoperta di un vaccino contro la pertosse basato su una tossina geneticamente detossificata, ed alla scoperta di nuovi antigeni dal genoma del batterio Neisseria meningitidis, responsabile di sepsi e meningite, mediante una tecnologia innovativa definita “reverse vaccinology”. Questo vaccino contro il meningococco B è l’unico vaccino capace di proteggere i bambini da questa grave malattia ed è stato registrato in 38 paesi. Mariagrazia è “Senior Scientific Director Bacterial Vaccines” alla GSK Vaccini, a Siena. Ha ricevuto molti premi, è stata eletta membro di prestigiose Accademie Europee ed Americane ed è “Honorary Visiting Professor” all’ Università di Leicester in Inghilterra. Ha pubblicato circa 200 articoli ed è coautore di oltre 60 brevetti.  



Premio Itwiin 2018 Migliore Innovatrice

Per la capacità di innovare un approccio consolidato in ambito odontoiatrico proponendo una soluzione innovativa per il mercato.



Maria Grazia Piancino. Laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Dottore di Ricerca, attualmente Ricercatore e professore aggregato presso l’Università degli Studi di Torino. Svolge attività libero-professionale come ortognatodontista dal 1985. Dall’esperienza pratica e dalla ricerca clinica sulla funzione masticatoria nasce l’impegno per la messa a punto di terapie non-traumatiche, precoci durante la crescita, rispettose della fisiologia e della complessa crescita cranica in età evolutiva. Parallelamente, lo stesso mezzo terapeutico è stato messo a punto per la cura e la prevenzione delle patologie dell’articolazione temporo-mandibolare e posturali associate. Allo scopo di rendere fisiologiche le terapie ortognatodontiche attualmente troppo spesso meccaniche, traumatiche e del tutto anti-fisiologiche, ha messo a punto un brevetto nazionale ed internazionale (StatiUniti) per poter commercializzare e rendere disponibile per gli ortognatodontisti un mezzo terapeutico di facile utilizzo, standardizzato ma adattabile e fisiologico, attualmente unicamente disponibile come manufatto di laboratori non sempre professionalmente affidabili.



Premio Itwiin 2018 Alta Formazione

Per aver coniugato un rilevante percorso di formazione all'attività di ricerca di materiali innovativi per la riduzione dell'inquinamento atmosferico.



Elza Bontempi
è professore ordinario di Fondamenti Chimici delle Tecnologie all’Università degli Studi di Brescia. Si occupa principalmente dello sviluppo di nuovi materiali sostenibili, ottenuti da rifiuti e sottoprodotti di scarto. Ella ha sviluppato un approccio semplificato mirato a valutare la sostenibilità della sostituzione delle materie prime, grazie al quale ha ottenuto un premio europeo (EIT RAW MATERIALS) nel 2016. E’ stata responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca finanziati dal Ministero dell’Istruzione, dal Ministero del’Ambiente, e dalla Commissione Europea. Progetto presentato per ITWIIN. L’inquinamento atmosferico rimane il principale fattore di rischio ambientale per la salute dell’uomo in ambiente urbano.



Premio Itwiin 2018 Capacity Building

Per la capacità di sviluppare  sinergie nel trasferire un ambito di ricerca dall'Università  al territorio  a beneficio dei bambini in situazioni di vulnerabilità.



Paola Milani. Ph.D., professoressa nell’Università di Padova e docente invitata nell’Università di Friburgo. Il desiderio di costruire ponti tra ricerca, intervento e formazione mi ha permesso di meglio conoscere e comprendere i bisogni che i cittadini presentano ai servizi di welfare e le difficoltà degli operatori a rispondere a tali bisogni. Ho dunque intrapreso progetti di ricerca con, non su, i servizi, cercando di coniugare la dimensione euristica della ricerca a quella pratico-trasformativa. Così, “tenendo i piedi nel fango”, ha preso forma nel 2010 P.I.P.P.I., Programma di Intervento Per Prevenire l’Istituzionalizzazione, il cui acronimo si ispira alla resilienza di Pippi Calzelunghe, metafora della forza dei bambini nell’affrontare le avversità della vita. Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è il Programma più ampio e impattante nella storia delle politiche sociali in Italia. La sua finalità è rompere il ciclo dello svantaggio sociale e liberare il potenziale dei bambini che vivono in situazioni di vulnerabilità, come richiedono l’articolo 3 della Costituzione e l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.



Premio Itwiin 2018 Donne Eccezionalmente Creative

Per l'intuizione di poter estendere un principio che cura una malattia rara ad altre malattie rare favorendo l'interesse delle case farmaceutiche.



Roberta Sacchetto. Laureata in Scienze Biologiche a Padova e Dottore di Ricerca in Patologia Sperimentale a Bologna. Svolgo attività di ricerca nel Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università di Padova, Campus di Agripolis, dove dal 2017 sono Professore Associato di Anatomia degli animali domestici. L’attenzione alla malattia umana di Brody è derivata dallo studio della “pseudomiotonia congenita”, una patologia muscolare del bovino di razza Chianina, risultata l’equivalente della Brody. Da anni sono impegnata, in collaborazione con Dorianna Sandonà, nello studio del meccanismo patogenetico di alcune malattie genetiche rare del muscolo scheletrico e cardiaco (sarcoglicanopatie, malattia di Brody e tachicardia polimorfica ventricolare da catecolamine). La comprensione del meccanismo ha permesso di delineare una strategia terapeutica basata sull’uso di piccole molecole (brevetto nazionale e internazionale USA) in grado di correggere il difetto delle proteine mutate e ristabilire la funzionalità della cellula muscolare. Impegno, entusiasmo e collaborazione sono attualmente volti alla validazione in vivo dei promettenti risultati finora raggiunti.



Dorianna Sandonà. Laureata a Padova in Scienze Biologiche con 110 e lode nel 1988, diventa dottore di ricerca in Biologia e Patologia Molecolare e Cellulare nel 1994. Svolge la sua attività di ricerca presso il dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, dove dal dicembre 2015 è Professore Associato di Biologia Molecolare. Insegna Biologia Molecolare a Medicina e a Pharmaceutical Biotechnologies. Da anni è impegnata, in collaborazione con Roberta Sacchetto, nello studio del meccanismo patogenetico di alcune malattie genetiche rare del muscolo scheletrico e cardiaco (sarcoglicanopatie, malattia di Brody e tachicardia polimorfica ventricolare da catecolamine). La comprensione del meccanismo ha permesso di delineare una strategia terapeutica basata sull’uso di piccole molecole (brevetto nazionale e internazionale USA) in grado di correggere il difetto delle proteine mutate e ristabilire la funzionalità della cellula muscolare. Impegno, entusiasmo e collaborazione sono attualmente volti alla validazione in vivo dei promettenti risultati finora raggiunti.  



Menzione Speciale Premio Itwiin Per La Medicina



Cristina Scarpazza è Assegnista di Ricerca presso il dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova, e visiting researcher presso il Department of Psychosis Studies, King’s College London (KCL).  Collabora attivamente con il KCL dal 2009 e con il Centro Regionale Sclerosi Multipla di Brescia dal 2016. La Dottoressa Scarpazza ha ottenuto l’abilitazione a professore di II fascia secondo la Legge 240/10, art. 16, comma 1. E’ inoltre Editore associato della sezione di Psichiatria Forense della rivista Frontiers in Psychiatry. Autore di oltre 40 pubblicazioni su riviste internazionali, la Dottoressa Scarpazza incentra la sua ricerca sullo sviluppo di metodiche che permettano l’applicabilità delle tecniche neuro scientifiche, come la risonanza magnetica, allo studio del caso singolo. Il principale interesse di Cristina è infatti quello di fare in modo che le tecniche neuro scientifiche possano trovare un’applicabilità quotidiana nel settore clinico e forense, settori in cui la dottoressa è attiva.



Menzione Speciale Premio Itwiin Italiana All'estero



Marta Carroni è capo della facility svedese di cryo microscopia elettronica (cryo-EM) a Stoccolma. Ha studiato biologia strutturale nel gruppo di Silvia Onesti all’Imperial College di Londra dove ha iniziato a interessarsi alla microscopia elettronica. Ha svolto il postdoc nel gruppo di Helen Saibil al Birkbeck College fino al 2016 quando è stata ingaggiata da Gunnar von Hejine per creare la prima facility Svedese di cryo-EM. Cryo-EM era considerata una tecnica di nicchia fino a qualche anno fa quando è esplosa in popolarità grazie a sviluppi che permettono con essa di ottenere dettagli atomici di proteine ed altre molecole biologiche. Il pieno riconoscimento di cryo-EM è arrivato con il Nobel per la Chimica dello scorso anno. Poiché la strumentazione è dispendiosa e richiede una specifica formazione tecnica, istituzioni in tutto il mondo cercano di unire le forze per la creazione di centri nazionali di cryo-EM. In Svezia, presso l’Università di Stoccolma e SciLifeLab, ha lavorato per mettere su l’infrastruttura necessaria a rendere cryo-EM accessibile ai ricercatori svedesi. Adesso che la facility funziona a tempo pieno e genera dati, gli sforzi sono rivolti piuttosto al consolidamento e alla educazione della comunità scientifica svedese in questo campo. Inoltre, la facility è in espansione e nuovi strumenti verranno a breve incorporati.



Menzione Speciale Premio Itwiin 2018 Per L'imprenditoria Giovanile


  Alice Zantedeschi e Francesca Pievani
Dall’antichità ad oggi il marmo è stato utilizzato nell’arte, nell’architettura, ed è simbolo della cultura e del saper fare italiano in tutto il mondo. Oggi il marmo viene utilizzato in diversi settori quali l’agroalimentare, chimico, edilizio, ma non è mai stato utilizzato nel settore tessile se non come pura ispirazione estetica attraverso stampe che ricordano la venatura. Ora il marmo è indossabile grazie a Veromarmo, un microfilm brevettato contenente vera polvere di marmo, che trova impiego in differenti applicazioni nei settori trasporti, arredo e fashion. Selezioniamo marmi estratti e prodotti in Italia e utilizziamo anche gli scarti delle industrie come materia prima, trasformando lo scarto in opportunità nel rispetto dell’economia circolare. L’anima del progetto è creare una nuova sinergia tra il settore tessile e quello lapideo valorizzando il territorio e l’heritage italiano attraverso la reinterpretazione stessa del marmo che da freddo, pesante e statico diviene morbido, leggero e performante.



Menzione Speciale Premio Itwiin Per Capacità Manageriali



Annamaria Schena.
Il sistema BRAVO mira a realizzare un ambiente di gioco terapeutico immersivo, basato su un sistema ICT innovativo, in grado di aiutare i giovani pazienti affetti da ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) a migliorare le proprie condizioni di salute (fisiche, comportamentali e cognitive). L'ADHD è un disturbo dell'autoregolazione cognitiva e comportamentale caratterizzato da un insieme di problemi (che si possono manifestare in forme differenti in base all'età) nel controllare l'attenzione, l'impulsività e il livello di attività motoria. Grazie all'uso di tecniche di realtà virtuale immersiva, processi di terapia personalizzata in grado di cambiare dinamicamente per seguire l'evoluzione dei tempi attentivi del paziente e supportare i terapisti nella gestione del programma riabilitativo l'ambiente di gioco BRAVO punta a: migliorare il rapporto dei giovani pazienti con le terapie; implementare processi di terapia personalizzata; supportare i terapisti nella gestione del programma riabilitativo. L'esigenza di un ambiente terapeutico di questo tipo nasce dalla necessità di coinvolgere i piccoli pazienti nel processo di cura limitando in questo modo l'atteggiamento oppositivo spesso dimostrato nei confronti della terapia classica. Tale opposizione rende difficile l'approccio al paziente e l'espletamento della cura. L'idea in questo caso è quella di utilizzare un videogioco per catturare l'attenzione del bambino e vincere la diffidenza iniziale al fine di creare un ambiente più rilassato in grado di predisporre il paziente alla terapia. Un ulteriore vantaggio offerto dall'approccio tecnologico utilizzato è quello di circoscrivere la terapia all'interno di uno spazio controllato, in grado di osservare e rilevare tutti i comportamenti del paziente al fine di poterli utilizzare per offrire al: medico un servizio di monitoraggio fine dei miglioramenti; paziente un servizio di terapia personalizzata in grado evolvere di pari passo con i progressi della terapia. 



Le Finaliste Itwiin 2018



Manuela Appendino
, ingegnere biomedico, inizia il suo percorso come specialist di sala operatoria per 4 anni. Prosegue in una start-up di ricerca e sviluppo di prototipi indossabili per il monitoraggio di pazienti con scompenso cardiaco. Mamma di Riccardo, che oggi ha 3 anni e mezzo, dà le dimissioni durante il periodo di maternità per sopraggiunto fallimento aziendale. Per il primo anno e mezzo mamma a tempo pieno, prova a reinserirsi nel mondo lavoro con insuccesso. Fonda nell'ottobre 2016 con la collega Giovanna Nigro, il network WeWomEngineers, con lo scopo di aprire un confronto diretto con le donne biomediche e i giovani. Il team WWE oggi conta circa 25 componenti ed ha partecipato a numerosi eventi nazionali ed europei. Oggi Manuela lavora presso l'ospedale Città della Salute e della Scienza di Torino presso il Centro Elaborazione Dati (CED). E' vicecoordinatore nella Commissione Pari Opportunità dell'Ordine degli ingegneri di Torino ed a maggio 2019 terminerà il Master di I livello in Bioetica.




Roberta Di Pace, ricercatrice in Ingegneria dei Trasporti, dopo la laurea ed il dottorato, ha collaborato con istituti nazionali ed internazionali, per poi iniziare la sua carriera presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno dove è docente di Progettazione dei sistemi di Trasporto e membro del Laboratorio Trasporti. Si è sempre occupata di Intelligent Transportation Systems. Parte dei suoi studi sono stati orientati alla comprensione dei determinanti di scelta degli utenti con la finalità di predirne il comportamento. E’ responsabile scientifica della ricerca sul tema dello sviluppo di modelli avanzati per la stima della diffusione di nuove tecnologie (Alternative Fuel Vehicles) e previsione degli impatti. Fra le sue ricerche prevale attualmente lo sviluppo di un laboratorio virtuale per la gestione in tempo reale delle reti urbane di trasporto orientato a supportare soluzioni di Smart Mobility. E’ membro del direttivo dell’IEEE WIE AG Italy Section.




Alessandra Lanotte. Si è laureata in Fisica all'Università La Sapienza (1995), e con una borsa europea Marie-Curie TMR, ha poi conseguito il Dottorato presso l’Observatoire de la Côte d’Azur in Francia (1999). Nel 2001, ha vinto un posto da Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove attualmente lavora. E’ una fisica teorica, che lavora in team internazionali, occupandosi di sistemi complessi, quali l’acqua in ebollizione o l’aria in una nuvola colma di pioggia. I suoi arnesi di lavoro sono i modelli statistici e le simulazioni al computer.  Nel 2016, ha deciso ha concepito e realizzato una monografia su un argomento scientifico cutting-edge: ovvero come si comporta un fluido disordinato in un mondo piatto? L’idea prende spunto dalla scoperta delle proprietà eccezionali della natura a due dimensioni, dopo il premio Nobel per la Fisica sul grafene (2010).